Genetica

Consulenza Genetica

La consulenza genetica è un atto medico, durante il quale la coppia infertile viene informata sul rischio di occorrenza di malattie genetiche, sulle modalità per prevenirle e trattarle. Deve quindi chiarire ai potenziali genitori i rischi, per i figli, di ricevere determinate malattie genetiche per trasmissione diretta.

La consulenza genetica è un momento fondamentale nei programmi di assistenza della coppia in quanto il fattore genetico è implicato nel 15% degli uomini e nel 10% delle donne della popolazione infertile.

Le alterazioni genetiche correlate con l'infertilità comprendono:

  • Aneuploidie e anomalie dei cromosomi sessuali
  • Aneuploidie e anomalie degli autosomi ( traslocazioni, inversioni, delezioni)
  • Microdelezioni del cromosoma Y
  • Mutazioni geniche (fibrosi cistica, X- fragile, anomalie dei recettori delle gonadotropine)

Sono disponibili numerosi test genetici che consentono di accertare le basi biologiche di vari tipi di infertilità e di precisare il rischio di una coppia di trasmettere una specifica anomalia genetica.
La valutazione genetica di una coppia infertile comprende:

  • Esame del cariotipo
  • Analisi  di genetica molecolare

Esame del cariotipo

Il cariotipo è la principale analisi genetica nella valutazione di una coppia infertile.
Nell'uomo le anomalie autosomiche (cioè dei cromosomi non sessuali) sono più comuni tra gli oligozoospermici (3%) mentre quelle dei cromosomi sessuali tra gli azoospermici (12,6%) alle quali contribuisce in particolare la sindrome di Klinefelter. Anche in maschi infertili con liquido seminale normale sono state riscontrate anomalie cromosomiche come le anomalie dei cromosomi sessuali (XYY), i mosaicismi e anomalie strutturali.

I meccanismi attraverso i quali le anomalie cromosomiche causano l'infertilità maschile sono eterogenei. Un meccanismo comune è la mancata maturazione delle cellule germinali.
Anomalie cromosomiche si riscontrano nel 5% della popolazione femminile infertile e riguardano in uguale misura i cromosomi sessuali e gli autosomi.

Analisi di genetica molecolare

Lo studio genico nel maschio infertile consiste nella ricerca di:

  • Microdelezioni del cromosoma Y
  • Mutazioni del gene CFTR

Le microdelezioni del cromosoma Y più frequenti sono quelle che riguardano la perdita dei loci AZF (Azoospermia Factor) che si associa a infertilità idiopatica. La delezione di questa regione si riscontra nell'8-10% dei maschi infertili per cui lo screening per le delezioni dell' Y è raccomandato durante la valutazione del maschio infertile in tutti i casi di oligozoospermia severa e di azoospermia non ostruttiva.
In questi casi durante la consulenza bisogna far comprendere alla coppia che in caso di concepimento avverrà la trasmissione della mutazione a tutti i figli maschi che di conseguenza saranno infertili.
Lo studio delle mutazioni del gene associato alla fibrosi cistica è un test di elezione nella valutazione del maschio infertile. La mutazione CFTR è presente in eterozigosi in una persona su 25, quindi è molto frequente. Le mutazioni di questo gene si associano a fenotipi variabili e particolarmente rilevante è l'associazione con l'agenesia bilaterale dei vasi deferenti e quindi con azoospermia ostruttiva. In queste persone la spermatogenesi non è compromessa per cui il recupero dei gameti maschili può avvenire con una elevata percentuale di successo (97%) mediante biopsia testicolare. Tuttavia la consulenza genetica deve discutere e chiarire la possibilità di trasmettere la mutazione ai figli o addirittura concepire figli con fibrosi cistica, qualora il partner femminile sia portatore di una mutazione CFTR.

Lo studio genico nella donna infertile è indicato solo in caso di familiarità per ritardo mentale nell'uomo (S. dell'X- fragile). L'indagine genica consiste nella ricerca di mutazioni del gene FMR1 del cromosoma X. Questa mutazione consiste nell'espansione di una tripletta CGG nell'esone 1 del gene. Una ripetizione della tripletta oltre 200 causa il ritardo mentale nell'uomo. La permutazione (50-200 mutazioni) si può associare a menopausa precoce. Queste donne presentano di solito una storia di oligomenorrea, in associazione ad un aumento delle gonadotropine e a scarsa risposta ovarica in caso di stimolazione.