ICSI

ICSI

L'iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI) è una metodica messa a punto nel 1992 ad opera di un gruppo belga per aiutare le coppie infertili che si sottopongono alla fertilizzazione in vitro per un fattore maschile severo. L'ICSI comporta l'iniezione di un singolo spermatozoo direttamente nel citoplasma di un ovocita maturo utilizzando un ago di vetro. Questa tecnica aumenta la probabilità di fertilizzazione quando vi sono anomalie del numero, della motilità e della morfologia degli spermatozoi. Con questa tecnica sono sufficienti pochi spermatozoi per poter fertilizzare l'ovocita.

Le fasi di preparazione della donna sono le stesse della FIVET. Dopo aver eseguito il prelievo ovocitario, si valuta la maturità degli ovociti raccolti e si individuano quelli nella fase di maturazione definita metafase II, necessari per questa tecnica.

Per eseguire questa tecnica l'embriologo lavora con un microscopio corredato di un micromanipolatore in modo che ogni ovocita viene tenuto con una speciale micropipetta mentre un microago dalla punta a becco di flauto, inietta lo spermatozoo, contenuto nel suo interno, nel citoplasma. Dopo 16-18 ore avviene il controllo dell'avvenuta fertilizzazione. Nell'ICSI la fertilizzazione avviene nel 50-80% degli ovociti iniettati. Le possibilità di una gravidanza portata avanti con questa tecnica sono sovrapponibili a quelle della FIVET (eseguita con campioni seminali normospermici), e anche con questa tecnica i risultati dipendono dalla qualità degli ovociti prelevati e dall'età materna.

L'ICSI ha avuto una grande diffusione perché è riuscita a dare la possibilità di avere un bambino a coppie che, a causa di un quadro seminale di grave dispermia o anche di azoospermia, erano considerate senza speranza. Infatti anche quando gli spermatozoi sono assenti nell'eiaculato è possibile tentare il loro recupero direttamente dal testicolo o dall'epididimo tramite aghi sottili (TESA) o piccoli prelievi bioptici ( TESE ).

Recentemente le indicazioni alla ICSI si sono ampliate e oltre che nel fattore maschile severo è consigliabile ricorrere a questa tecnica anche in presenza di:

Fattore femminile puro

Pazienti con età > 40 anni e con meno di 5 ovociti; a tutte le pazienti con età > 44 anni; alle poor responder (< di 3 ovociti), al fine di migliorare la percentuale di fertilizzazione

Ovociti crioconservati

In caso di ovociti crioconservati la ICSI si rende necessaria in quanto sia la crioconservazione che la determinazione dello stato maturativo vengono effettuate dopo aver allontanato le cellule del complesso cumulo-corona dagli ovociti.

Seme crioconservato

La decisione di eseguire una ICSI in questi casi dipenderà dalle caratteristiche di motilità dopo lo scongelamento del seme.

Diagnosi preimpianto

Qualora l'embrione dovesse essere sottoposto ad analisi genetica preimpianto per malattie monosomiche, la ICSI è d'obbligo al fine di impedire a eventuali spermatozoi attaccati alla zona pellucida di inquinare il campione di DNA da amplificare.

Sterilità idiopatica

Quando la sterilità non è imputabile a nessuno dei 2 partner si può eseguire una prova di fertilizzazione inseminando la metà degli ovociti con FIVET e l'altra metà con ICSI

Precedenti fallimenti con FIVET

L'ICSI è consigliabile nel caso di un precedente fallimento di fertilizzazione o una bassa percentuale di fertilizzazione (< 30%) con FIVET.